martedì 1 novembre 2016

Approfondimento - Il Rosso nella Divina Commedia

Beatrice è protagonista di molte delle prime poesie stilnoviste di Dante, poi raccolte nella Vita Nuova e nelle Rime. Nel «libello» giovanile la donna non è solo la donna-angelo dello Stilnovo, ma è già raffigurazione di Cristo e sembra anticipare il valore allegorico che avrà nel poema, ovvero quello della grazia divina e della teologia rivelata che sola può condurre l'uomo alla salvezza eterna e al possesso delle tre virtù teologali (fede, speranza, carità).
Beatrice è coperta da un velo bianco su cui è posta una corona di ulivo, indossa un abito rosso e un mantello verde, colori che simboleggiano le tre virtù teologali (il bianco è la fede, il verde è la speranza, il rosso è la carità). Nell'attimo preciso in cui lei appare scompare Virgilio, il che provoca in Dante un profondo turbamento e un pianto accorato.




Non solo sul vestito di Beatrice, il rosso è presente anche in altri elementi della Divina Commedia.

Basti pensare al canto V dell'Inferno, il canto di Paolo e Francesca, il canto dell'amore.

Un altro elemento che mi ha incuriosita è presente nel momento in cui Dante e Virgilio, giunti alla fine dell'Antipurgatorio, superata una valletta fiorita, varcano la porta del Purgatorio; questa è custodita da un angelo recante in mano una spada fiammeggiante, e preceduta da tre gradini, il primo di marmo bianco, il secondo di una pietra scura e il terzo in porfido rosso. L'angelo, seduto sulla soglia di diamante e appoggiando i piedi sul gradino rosso, incide sette "p" sulla fronte di Dante poi apre loro la porta tramite due chiavi, una d'argento e una d'oro, che aveva ricevute da San Pietro, e i due poeti si addentrano nel secondo regno.

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